Nuovo Presepi Cinisello2

il Presepio: strumento di evangelizzazione
Associazione Italiana Amici del Presepio
Sede di Cinisello Balsamo (MI)
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Il Gruppo della Sede di Cinisello Balsamo della Associazione Italiana Amici del Presepio, dopo oltre un anno di pandemia che ha creato gravi danni all'intera comunità del nostro paese, organizza presso la Villa Ghirlanda la VENTESIMA mostra  "Presepi tra Tradizione e Vangelo".
Tutti gli allestimenti sono stati realizzati dai soci del nostro gruppo con i materiali e le tecniche più diverse per valorizzare le statue di rinomati scultori della tradizione sia italiana che spagnola.

La ventesima mostra rappresenta un traguardo importante per il nostro gruppo in quanto con i nostri presepi, oltre alla realizzazione della tradizionale mostra in Città, abbiamo contribuito all'allestimento di analoghe mostre in molti comuni del Nord Italia .

Ci auguriamo di ospitarvi numerosi per donarvi un momento di Pace e Serenità ammirando il BAMBINO GESU', il Salvatore che viene nel mondo.

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La grandezza di San Giuseppe consiste nel fatto che egli fu lo sposo di Maria e il padre di Gesù. In quanto tale, «si pose al servizio dell’intero disegno salvifico», come afferma San Giovanni Crisostomo.

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La proponiamo in 15 frasi, rinviando alla lettura integrale del Documento pontificio
fonte: http://www.umanesimocristiano.org/it/details-articles/lettera-apostolica-admirabile-signum--sul-significato-e-il-valore-del-presepe-del-santo-padre-francesco/25797499/

LETTERA APOSTOLICA Admirabile signum
DEL SANTO PADRE FRANCESCO SUL SIGNIFICATO E IL VALORE DEL PRESEPE


1. Il mirabile segno del presepe, così caro al popolo cristiano, suscita sempre stupore e meraviglia. Rappresentare l’evento della nascita di Gesù equivale ad annunciare il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio con semplicità e gioia. Il presepe, infatti, è come un Vangelo vivo, che trabocca dalle pagine della Sacra Scrittura.
2. Con questa Lettera vorrei sostenere la bella tradizione delle nostre famiglie, che nei giorni precedenti il Natale preparano il presepe. Come pure la consuetudine di allestirlo nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri, nelle piazze... Mi auguro che questa pratica non venga mai meno; anzi, spero che, là dove fosse caduta in disuso, possa essere riscoperta e rivitalizzata.
3. L’origine del presepe trova riscontro anzitutto in alcuni dettagli evangelici della nascita di Gesù a Betlemme. L’Evangelista Luca dice semplicemente che Maria «diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio» (2,7). Gesù viene deposto in una mangiatoia, che in latino si dice praesepium, da cui presepe.
4. San Francesco, con la semplicità di quel segno, realizzò una grande opera di evangelizzazione. Il suo insegnamento è penetrato nel cuore dei cristiani e permane fino ai nostri giorni come una genuina forma per riproporre la bellezza della nostra fede con semplicità.
5. Perché il presepe suscita tanto stupore e ci commuove? Anzitutto perché manifesta la tenerezza di Dio. Lui, il Creatore dell’universo, si abbassa alla nostra piccolezza. Il dono della vita, già misterioso ogni volta per noi, ci affascina ancora di più vedendo che Colui che è nato da Maria è la fonte e il sostegno di ogni vita.
6. Comporre il presepe nelle nostre case ci aiuta a rivivere la storia che si è vissuta a Betlemme. Naturalmente, i Vangeli rimangono sempre la fonte che permette di conoscere e meditare quell’Avvenimento; tuttavia, la sua rappresentazione nel presepe aiuta ad immaginare le scene, stimola gli affetti, invita a sentirsi coinvolti nella storia della salvezza, contemporanei dell’evento che è vivo e attuale nei più diversi contesti storici e culturali.
7. Mi piace ora passare in rassegna i vari segni del presepe per cogliere il senso che portano in sé. In primo luogo, rappresentiamo il contesto del cielo stellato nel buio e nel silenzio della notte. Non è solo per fedeltà ai racconti evangelici che lo facciamo così, ma anche per il significato che possiede. Pensiamo a quante volte la notte circonda la nostra vita.
8. Una parola meritano anche i paesaggi che fanno parte del presepe e che spesso rappresentano le rovine di case e palazzi antichi, che in alcuni casi sostituiscono la grotta di Betlemme e diventano l’abitazione della Santa Famiglia… Quelle rovine sono soprattutto il segno visibile dell’umanità decaduta, di tutto ciò che va in rovina, che è corrotto e intristito.
9. Quanta emozione dovrebbe accompagnarci mentre collochiamo nel presepe le montagne, i ruscelli, le pecore e i pastori! In questo modo ricordiamo, come avevano preannunciato i profeti, che tutto il creato partecipa alla festa della venuta del Messia. Gli angeli e la stella cometa sono il segno che noi pure siamo chiamati a metterci in cammino per raggiungere la grotta e adorare il Signore.
10. Nei nostri presepi siamo soliti mettere tante statuine simboliche. Anzitutto, quelle di mendicanti e di gente che non conosce altra abbondanza se non quella del cuore. Anche loro stanno vicine a Gesù Bambino a pieno titolo, senza che nessuno possa sfrattarle o allontanarle da una culla talmente improvvisata che i poveri attorno ad essa non stonano affatto.
11. Poco alla volta il presepe ci conduce alla grotta, dove troviamo le statuine di Maria e di Giuseppe. Maria è una mamma che contempla il suo bambino e lo mostra a quanti vengono a visitarlo. La sua statuetta fa pensare al grande mistero che ha coinvolto questa ragazza quando Dio ha bussato alla porta del suo cuore immacolato. Con quel “sì” Maria diventava madre del Figlio di Dio senza perdere, anzi consacrando grazie a Lui la sua verginità.
12. Accanto a Maria, in atteggiamento di proteggere il Bambino e la sua mamma, c’è San Giuseppe. In genere è raffigurato con il bastone in mano, e a volte anche mentre regge una lampada. San Giuseppe svolge un ruolo molto importante nella vita di Gesù e di Maria. Lui è il custode che non si stanca mai di proteggere la sua famiglia.
13. Il cuore del presepe comincia a palpitare quando, a Natale, vi deponiamo la statuina di Gesù Bambino. Dio si presenta così, in un bambino, per farsi accogliere tra le nostre braccia. Nella debolezza e nella fragilità nasconde la sua potenza che tutto crea e trasforma. Sembra impossibile, eppure è così: in Gesù Dio è stato bambino e in questa condizione ha voluto rivelare la grandezza del suo amore, che si manifesta in un sorriso e nel tendere le sue mani verso chiunque.
14. Quando si avvicina la festa dell’Epifania, si collocano nel presepe le tre statuine dei Re Magi. Osservando la stella, quei saggi e ricchi signori dell’Oriente si erano messi in cammino verso Betlemme per conoscere Gesù, e offrirgli in dono oro, incenso e mirra. Anche questi regali hanno un significato allegorico: l’oro onora la regalità di Gesù; l’incenso la sua divinità; la mirra la sua santa umanità che conoscerà la morte e la sepoltura.
15. Non è importante come si allestisce il presepe, può essere sempre uguale o modificarsi ogni anno; ciò che conta, è che esso parli alla nostra vita. Dovunque e in qualsiasi forma, il presepe racconta l’amore di Dio, il Dio che si è fatto bambino per dirci quanto è vicino ad ogni essere umano, in qualunque condizione si trovi.
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La nostra mostra presepi 2020
La mostra è stata realizzata all'interno della Chiesa parrocchiale Sant'Antonino Martire di Nova Mil.se
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I nostri presepi realizzati nel 2020

"Il Presepio, strumento per evangelizzare
Ogni anno, i soci della nostra sede, realizzano circa 10 nuovi presepi che, come inedditi, vengono presentati per la prima volta, nella propria mostra, prima di essere messi a disposizione per le mostre che ne faranno richiesta; anche il 2020 ha visti la realizzazione di NOVE presepi inediti realizzati da altrettanti soci della nostra sede;
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GIOTTO VISITA LA MOSTRA PRESEPI DI CINISELLO
Arte, fede e cultura: tre elementi chiave che potrebbero sintetizzare la 18ma edizione della mostra di presepi organizzata dalla sede AIAP di Cinisello Balsamo. Quest'anno in modo particolare la mostra ha voluto offrire uno spunto meditativo in più: ha voluto creare un legame tra arte, fede e cultura e lo ha fatto con un ospite particolare: Giotto con la riproduzione degli Scrovegni. Il Presepio, da sempre strumento di evangelizzazione e primo strumento per trasmettere la fede, è stato affiancato da ciò che viene definito "sintesi delle promesse di Dio", ovvero delle opere straordinariamente riprodotte degli affreschi di Giotto, presenti nella Cappella degli Scrovegni a Padova. Affreschi che per secoli sono stati “mezzi” per veicolare la fede, strumenti che hanno contribuito ad evangelizzare, a trasmettere la fede a intere generazioni. Affreschi come strumenti visivi per capire, comprendere, narrare e meditare il progetto di Dio, affiancati ai presepi, strumenti visivi per trasmettere fede, passione, tranquillità, stupore, commozione.
Un’atmosfera unica, quella creata quest’anno nella mostra, che ha voluto far assaporare a quanti hanno deciso di visitarla, l’unione dei tre elementi Arte, Fede e Cultura. Un percorso, quello proposto dalla sede AIAP di Cinisello di 9 affreschi legati alla vita di Gesù: Annuncio ad Anna, Annuncio a Maria, Nascita di Maria, Nascita di Gesù, Strage degli Innocenti, Presentazione di Gesù al Tempio, Adorazione dei Magi, Fuga in Egitto, Gesù tra i dottori. Le nove riproduzioni erano accompagnate da piccoli pensieri e spiegazioni di don Andrea Cattaneo, hanno permesso a molti di conoscere, di assaporare una piccola parte del grande dono lasciato dal Giotto sulla “sintesi delle promesse di Dio”.
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VIDEO news della nostra Sede
VIDEO benedizione Arcivescovo Delpini
VIDEO Sala della neve (mostra)
VIDEO Sala RUSTICA (mostra)
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La STORIA del Presepio

"Il Presepio, strumento per evangelizzare
Riproponiamo qui a lato un video dell'Associazione Italiana Amici del Presepio sulla storia del Presepio
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